LA CAPPELLA DA SAN GIACOMO, BASILICA DEL SANTO (PADOVA)La cappella di San Giacomo, sul braccio destro del transetto della Basilica, venne commissionata nel 1372 ad Andriolo de Santi dal marchese Bonifacio Lupi di Soragna, esponente di una potente famiglia legata alla corte carrarese. StrutturaLa cappella è separata dalla navata da cinque archi acuti, sorretti da colonne rosse con capitelli dorati. Sopra ogni arco si trova un tabernacolo, dove trovano posto cinque statue di santi: san Martino, san Pietro, san Giacomo, san Paolo e san Giovanni Battista.

La struttura a pieni sorretti da vuoti, con il motivo a colori bianco e rosso, richiama l’architettura coeva veneziana. L’interno è rettangolare, disposto parallelamente alla navata ed è coperto da tre volte a crociera. Sul fondo, cinque archi acuti riprendono quelli dell’ingresso; sulla stessa parete sono collocate le due arche sepolcrali sorrette l’una da leoni, l’altra da lupi, che contengono rispettivamente le spoglie di Guglielmo de Rossi e di Bonifacio Lupi. Le pareti completamente affrescate costituiscono un’opera importantissima svolta in collaborazione tra il pittore bolognese Jacopo Avanzi e il veronese AltichieroDecorazioneLe tre volte sono dipinte di azzurro, con stelle del firmamento; al centro di ogni vela, in un tondo a fondo oro, sono rappresentati i busti dei Profeti a sinistra, i simboli degli Evangelisti al centro e i Dottori della Chiesa a destra.

Nelle lunette della parte superiore sono raffigurate, secondo la leggenda aurea di Iacopo da Verazze,  scene della vita di San Giacomo al quale era devoto il committente Bonifacio Lupi. Frutto della collaborazione tra Iacopo Avanzi e Altichiero di Zevio, la narrazione comincia dalla lunetta che si trova sul lato corto a sinistra su cui  è raffigurata la predica di San Giacomo che spinge alla conversione Fileto, discepolo del mago Ermogene. Prosegue poi sulla parete di fondo con le scene del battesimo di Ermogene, la decapitazione di San Giacomo, l’arrivo in Galizia del corpo del santo. Continua la narrazione sulle due semi lunette del lato corto di destra dove sono raffigurati l’imprigionamento e la cattività dei discepoli di Giacomo per poi terminare, sull’ultima parete, con le scene della liberazione dei prigionieri, il miracolo dei tori indomiti e il battesimo di Lupa che si converte al cristianesimo.

Il registro inferiore, opera di Altichiero, presenta a sinistra tre episodi legati alla presa di Pamplona da parte di Carlo Magno, o forse alla battaglia di Clavigio, che schierò  gli spagnoli contro i mori al comando di Ramiro, re delle Asturie. La parete di fondo è interamente occupata da un’ampia crocifissione affollata di personaggi. Nella parete di destra i donatori della cappella Bonifacio e sua moglie Caterina sono presentati alla Madonna in trono. Lo stile di Jacopo Avanzi è caratterizzato da una spiccata originalità inventiva e una forte vivacità narrativa, espressa nella successione di più episodi nella stessa scena dal ritmo incalzante. La narrazione concitata si combina con una spazialità ariosa ricca di elementi paesaggistici.

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 La pittura di Altichiero mostra uno stile colto e raffinato, propone l’eleganza di scene mondane rese con la precisione di una cronaca nell’analisi delle vesti e dei costumi, giungendo fino all’immediatezza del ritratto.  Tutta la decorazione è caratterizzata da un colore caldo e delicato armonizzato in una serie di accostamenti e sfumature preziose. Altichiero appare anche aggiornato sugli studi scientifici in campo ottico che gli permettono di giocare con un complesso illusionismo